Card. Baldisseri: un pre-Sinodo per ascoltare i giovani

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Papa e Giovani 2

“Ringraziamo il Santo Padre per questa iniziativa che permetterà ai giovani di esprimere i loro desideri, le loro incertezze, le loro aspettative”.  Lo ha scritto il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, in un messaggio per presentare la riunione pre-sinodale dei giovani di tutto il mondo – che si terrà a Roma dal 19 al 24 marzo 2018 -  in preparazione alla XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi dal tema ‘I giovani, la fede, e il discernimento vocazionale’ del prossimo anno.  Questa riunione pre-sinodale,  annunciata ieri da Papa Francesco durante l’udienza generale in Piazza San Pietro,  “contribuirà – ha scritto ancora il cardinale Baldisseri – ad arricchire la fase di consultazione già avviata con la pubblicazione del Documento Preparatorio”. Il cardinale Lorenzo Baldisseri è stato intervistato da  Federico Piana:

 

R. - È molto importante perché, come ha detto il Santo Padre, vogliamo ascoltare i giovanivogliamo che i giovani siano i protagonisti di questo evento. Naturalmente il Sinodo, l’Assemblea, è sinodale, nel senso che sono i Padri sinodali che poi nel consesso alla fine discuteranno e daranno un documento. Ma noi vogliamo la partecipazione dei giovani non solo dentro l’Assemblea, attraverso il gruppo degli uditori previsto dagli statuti, ma vogliamo che i giovani si interessino non solo alla base facendo il loro discorso, ma che abbiamo anche una proposizione attiva. Ecco perché abbiamo pensato di fare un pre-Sinodo, dove loro stessi saranno gli attori principali di questo evento. È una settimana, non di più, ma è abbastanza perché naturalmente non possiamo avere i giovani di tutto il mondo rappresentati. All’interno dell’evento parleranno sia in termini individuali, rappresentando dei gruppi o delle conferenze episcopali o altri, e anche nei gruppi di studio, in maniera che alla fine possano fornirci un documento che vogliamo poi porgere ai padri sinodali.

D. - Parteciperanno anche tantissimi giovani di altre religioni?

R. - Sì, è previsto, perché pensiamo che l’Assemblea parla dei giovani. Infatti il titolo stesso, il tema, è proprio questo: I giovani …; vuol dire tutti i giovani, non solo i cattolici, ma anche i non credenti. Poi la Chiesa ovviamente offre la fede e per arrivare a questa occorre anche il discernimento vocazionale, che è ampio; non si limita soltanto alle vocazioni della Chiesa.  Vocazioni, nel senso generale vuol dire anche famiglia, quindi costituire la famiglia e questo è molto importante per un giovane, il quale naturalmente si deve inserire nella comunità, nella società. E il primo passo che normalmente fa un giovane è quello di formarsi una famiglia.

D. - Perché la questione giovanile, eminenza, riguarda non solo la Chiesa ma tutto il mondo. Tante volte i giovani sono estromessi dai processi politici, decisionali; si sentono anche un po’ abbandonati dalla società…

R. - È proprio vero! Hanno bisogno di spazio; spazio loro. Pensiamo che i ragazzi siano quelli che devono soltanto ascoltare, guardare … Noi oggi vediamo che i ragazzi sono capaci di organizzarsi, di creare il loro spazio. Ed è giusto che sia così, perché c’è molta più coscienza di se stessi, c’è più capacità anche di ragionare, perché i mezzi che oggi abbiamo per l’educazione sono molto più importanti, espressivi e capaci di formare le persone;  quindi effettivamente i giovani sono stimolati dai social, dai media … È un fenomeno nuovo, questo. Quindi noi volgiamo effettivamente che loro possano esprimersi. Dobbiamo ascoltarli e poi accompagnarli nel senso corretto della parola, cioè fare loro delle proposte forti, dare indicazioni concrete e ammonimenti se necessario, ma sempre nel rispetto della loro autonomia e della loro libertà.

 

Fonte: Radio Vaticana